Appello su Facebook per Rebecca La Regione: «Pagheremo le cure»

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Una bambina che fa i conti con un male terribile, le cure che non danno l’esito sperato, lo sconforto. Poi la mamma e il papà di Rebecca, che ha tre anni e un sorriso meraviglioso, scoprono che c’è un’altra strada da percorrere: si chiama protonterapia, e i genitori sperano che possa fare ciò che la chemio e gli interventi chirurgici non hanno potuto contro il tumore cerebrale in fossa cranica posteriore che ha colpito la piccola.

Ma c’è un problema. L’unico centro italiano in grado di eseguirla è a Trento, è molto costosa (poco meno di 40mila euro), e non figura tra quelle che la Regione Piemonte rimborsa.

Il caso arriva su Facebook, dove nasce un gruppo per una raccolta fondi (Aiutiamo Rebecca!), la pediatra della piccola, la dottoressa Roberta Bretto di Alpignano, rilancia la sottoscrizione.

Nelle scuole e nei negozi della zona compaiono delle cassettine per le offerte, e nel giro di quattro giorni vengono raccolti 28mila euro. Un miracolo, l’ennesima dimostrazione che la solidarietà (anche grazie ai social network) non ha confini.

E non è tutto.

Perché il tam tam arriva fino alla Regione. E uno dei membri del gruppo, nella giornata di ieri, può annunciare: «La nostra onda ha smosso il mare». Perché l’assessore alla Sanità, Antonio Saitta, ha promesso che la Regione anticiperà i fondi necessari per la terapia. «Al momento – spiega Saitta – la proton-terapia non è una prestazione indicata tra i Livelli essenziali di assistenza (Lea) e non viene erogata in nessuna struttura della Regione Piemonte, che, essendo sottoposta a piano di rientro dal debito sanitario, non può rimborsare la spesa ai pazienti che si sottopongono a tale terapia in strutture di altre Regioni».

Tuttavia, «in attesa dell’appro vazione dei nuovi Lea, l’assessorato alla Sanità ha assunto la decisione di anticipare i fondi necessari» per garantire a Rebecca la cura di cui ha necessità.

«Già da qualche giorno – prosegue l’assessore – eravamo stati sollecitati, anche attraverso i social network, a prestare aiuto alla famiglia di Rebecca supportando il pagamento della protonterapia nella struttura privata di Trento. Mi spiace di aver letto che il Piemonte, a differenza della maggior parte delle Regioni italiane, non rimborserebbe la protonterapia per carenza di risorse.

È una sentenza della Corte Costituzionale, la 104/2013, a stabilire che le Regioni sottoposte ai piani di rientro non possono erogare prestazioni aggiuntive rispetto ai Lea perché questo violerebbe il principio del contenimento della spesa pubblica. Quindi la Regione Piemonte non può autorizzare i pazienti residenti nel pro-
prio territorio ad effettuare la protonterapia o altre terapie extra Lea presso strutture di altre Regioni, ai fini del rimborso della spesa sostenuta dai pa-
zienti stessi».

Ciò detto, «i tecnici dell’assessorato, a fronte dell’eccezionalità del caso di Rebecca, stanno lavorando per trovare soluzioni alternative che, nel rispetto del dettato della Corte Costituzionale e in attesa dell’approvazione dei nuovi Lea, possano consentire alla Regione di anticipare le risorse necessarie per sottoporre

Rebecca alla protonterapia a Trento. Mi sento quindi di poter confermare – conclude Saitta – che in pochi giorni individueremo la soluzione per venire incontro alla necessità della famiglia della piccola paziente».

Oggi, si leggeva ieri sera su Facebook, dove la famiglia ha ringraziato tutti coloro che stanno aiutando la piccola, Rebecca partirà per Trento.